|
Il
fotografo genovese Steve Emme, classe
1971, vive e lavora nel capoluogo ligure.
Inizia, all'età di 15 anni, con
la tecnica del "bianco e nero"
spinto dalla sperimentazione artistica
derivante dall'interesse per l'arte
plastica fino a sviluppare un vero e
proprio amore per la fotografia che
considera l'arte figurativa più
consona alla sua persona e al suo spirito.
Il fatto che non possa essere annoverato
nella schiera dei fotografi professionisti
che da questo lavoro traggono il loro
pane quotidiano niente toglie alla sua
professionalità. Egli applica
nei suoi scatti enorme maestria tecnica
unendola ad una sensibilità di
lettura dell'ambiente e del soggetto
così come pochi sanno fare. Potremmo
definire Steve Emme come "Fotografo
culturale": nelle sue immagini,
infatti, oltre alla grande armonia contestuale,
si denota una preparazione culturale
di notevole spessore.
"La fotografia - egli
dice
- è un modo per concretizzare
i miei pensieri, dare spazio alla fantasia.
Amo osservare quello che mi circonda
e ho sempre visto il mondo in fotogrammi,
perchè penso che una immagine
statica, piuttosto che una in movimento,
consenta alle persone di ricordare e
di riflettere di più. Gli studi
classici hanno inevitabilmente suscitato
interesse per la scultura, per l'estetica,
per il "bello", ma soprattutto
per la pittura. La fotografia non è
altro che un derivato di quest'ultima,
una costola che ha cercato e, con una
continua evoluzione in chiave moderna,
cerca sempre di trarne ispirazione.
L'universo femminile è un universo
oscuro ed affascinante, un universo
che può ispirare dolcezza, sensualità,
mistero, inquietudine. Fotografare una
donna comporta instaurare anche solo
per un'ora una complicità che
sospende fotografo e modella, nel rispetto
reciproco, in una dimensione impalpabile
in cui si acquisisce la coscienza che
con un semplice scatto si può
creare una immagine che possa raccontare
una storia. Un corpo, uno sguardo, un
abito possono trasmettere sensazioni
differenti in ogni spettatore, raggiungere
lo scopo di riattivare quei due aspetti
fondamentali della nostra esistenza
che ormai la vita frenetica stanno oscurando:
FANTASIA E SOGNO."
|